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Persepolis (2001), di Marjane Satrapi.

Reading journal nr. 7

Marjane Satrapi e il suo Persepolis, un fumetto autobiografico sulla storia iraniana.
Nato con l’intento di dissipare la fitta nube di pregiudizi che avvolgono l’Iran, Persepolis, dal nome greco dell’antica città di Persi, fondata nel 520 a.C., racconta la storia di una famiglia iraniana tra il 1960 e il 1990, tra la caduta dello Scià Pahlavi e l’avvento della teocrazia khomeinista.
Il punto di vista è quello della piccola Marjane, nata e cresciuta in una famiglia di nobili origini ed educata secondo i principi progressisti, illuministi e marxisti che, dopo aver frequentato il Liceo Francese fino all’età di quindici anni si trova a dover fuggire all’estero, a Vienna, per scappare dalla nuova società estremista guidata da  Khomeini. Ma all’estero si troverà vittima ella stessa di un altro tipo di oppressione: quella del pregiudizio e del razzismo.
In Persepolis, con maturo umorismo, ritroviamo l’esperienza di una bambina in una società che vede crescere le limitazioni alla libertà umana, il conflitto esteriore dovuto alla lontananza da casa e al desiderio di tornare, e il conflitto interiore del non sentirsi accettata dalla società che la circonda; quella tensione tra il “come dovrei comportarmi” per rimanere fedele alle mie origini e il “come dovrei comportarmi” per essere accettato dagli altri.
Marjane viene educata al valore dell’integrità umana. La sua vita di bambina, i suoi giochi, i primi giorni di scuola, la scoperta della musica e del rock si svolgono simultaneamente con l’ascesa del fondamentalismo religioso, alla guerra e alle persecuzioni politiche. Il nonno e lo zio moriranno in prigione, mentre la nonna sarà sempre una figura di riferimento per l’autrice.
Marjane farà un primo tentativo di ritorno in patria al termine della guerra tra Iran e Iraq. A Teheran si iscriverà alla Facoltà di Belle Arti dove si scontrerà di nuovo con alcuni precetti della sua cultura d’origine. Si troverà a dover imparare a disegnare modelli interamente coperti, e questo dopo il contatto con la cultura occidentale avuto negli anni precedenti. In questo periodo conoscerà anche colui che diverrà suo marito, Reza. Ma il matrimonio non durerà e Marjane espatrierà di nuovo, dapprima a Strasburgo e poi a Parigi dove vive tuttora.
Proprio a Parigi, dopo aver conosciuto il movimento d’avanguardia della Nouvelle bande dessinée, nel 2001 prende vita la graphic novel di Persepolis. Lo stile di Marjane è semplice e immediato, volutamente naif, e riesce a comunicare con un pubblico vasto e variegato.
Attraverso il suo racconto autobiografico, l’autrice spinge alla riflessione sui comportamenti legati a: superficialità, pregiudizio, senso di apparenza e conformismo. Tutto ciò che porta le persone a identificarsi con un paese, una civiltà e con gli estremi di quest’ultima.

Le opinioni del gruppo

È stato interessante approcciarsi a una lettura su questo tema in questo periodo storico. Alcuni membri del gruppo si sono sentiti maggiormente coinvolti poiché condividono con l’autrice l’appartenenza a una cultura d’origine che non è quella italiana, sebbene vivano o siano addirittura nati nel nostro Paese.
Durante il dibattito abbiamo approfondito le dinamiche del pregiudizio interculturale e del razzismo. Qualcuno ha raccontato come fa e come ha fatto a integrarsi qui. Altri hanno espresso la volontà di considerare italiane le persone nate qui o, che vivono nel nostro paese da molto tempo.
Leggere un fumetto prima della pausa estiva è stato piacevole e ha dimostrato come un tema molto serio possa essere comunicato con umorismo e in modo più leggero, attraverso il disegno.
L’aver posto l’attenzione sul modo di disegnare dell’autrice ha fatto riflettere anche sui “modi” e sulle “scelte” per comunicare argomenti importanti dandone il dovuto rilievo.

Sara Romanato - Storie nel Cassetto

«Non dimenticare mai chi sei e da dove vieni.»


«Nella tua vita conoscerai parecchi imbecilli. Se ti daranno dei dispiaceri, pensa che è la loro stupidità che li induce a farti soffrire. Questo ti eviterà di ripagarli con la stessa moneta. Perché non c’è nulla di peggio a questo mondo che il rancore e la vendetta…» (M. Satrapi)

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