Ghostwriter: lo scrittore ombra che presta le parole per dar voce all’autore
Può esistere un autore senza parole? Magari sì o, magari ha solo bisogno di aiuto per completare qualche pezzo della sua opera.
Che l’autore abbia solo dato forma all’idea o, che abbia anche scritto una prima stesura, oppure ancora che sia già in fase di ultimazione del testo ma abbia la necessità di completarlo, il ghostwriter, scrittore ombra, è quella figura professionale che gli presta aiuto.
L’attività del ghostwriter prevede di scrivere testi su commissione, rimanendo a volte nell’ombra e altre volte venendo riconosciuti, ringraziati, per la propria collaborazione alla riuscita del progetto letterario.
I diritti sull’opera rimangono fin da principio in capo al committente, ma è possibile che quest’ultimo decida anche di riconoscere una percentuale sulle royalty derivate dalla vendita del prodotto letterario.
Il ghostwriter è uno scrittore ombra, fantasma, ma non per questo meno dotato degli altri scrittori professionisti. Può capitare che, a farlo, sia qualcuno che ha pubblicato a nome suo e che, tuttavia, apprezzi di potersi sentire utile agli altri con la scrittura.
L’attività del ghostwriter non riguarda solo la scrittura di libri. I testi che può contribuire a far nascere sono diversi tra loro e dipendono anche dalle inclinazioni stesse del professionista. Nel tempo, e con l’esperienza sul campo, si può creare una sorta di specializzazione in determinati ambiti, tipologie di testo, argomenti, e così via. Per fare degli esempi, l’attività del ghostwriter spazia dalla stesura di un romanzo a quella di un saggio, dalla creazione di articoli di giornale o di blog alla scrittura di testi per siti internet e ancora di discorsi pubblici, di corrispondenza, di testi da utilizzare in ambito legale, commerciale o professionale, e molti altri ancora.
Nel tempo, sarà il ghostwriter stesso a scegliere di continuare a scrivere “un po’ di tutto” o a specializzarsi in determinate tipologie di scritti. Ciò dipende anche dalla volontà, dal piacere che il professionista stesso trae nell’approfondire determinati argomenti che prima non conosceva. Spesso, al fine di creare un ottimo manoscritto è necessario dedicare dei momenti allo studio della materia di cui si parla, leggendo tanto ovviamente.
Anche per l’attività del ghostwriter vale il detto: “Buoni lettori fanno buoni scrittori”.
Un progetto interessante a cui ho lavorato come ghostwriter è stato quello della stesura di un saggio biografico sulla vita e sulla missione di una professionista della cura della pelle, il cui focus particolare era proprio la capacità di quest’organo di trasmettere emozioni, sensazioni e sentimenti.
Il saggio si intitola “Dalla pelle al cuore – Il linguaggio sottile della pelle: ogni emozione lascia il segno” ed è di Giada Gusatto, autopubblicato con Amazon KDP.
Il progetto, come spesso accade, giace nella mente dell’autore da tempo. Ho incontrato Giada quasi per caso e per tutt’altro motivo. Parlando di lavoro, mi ha chiesto se potessi aiutarla a dar voce ai suoi pensieri. Voleva raccontare della sua vita e del suo lavoro. È una visagista che, con l’esperienza, ha potuto imparare a leggere, su di sé e sugli altri, quel sottile linguaggio della pelle che comunica come stiamo.
Ho risposto di sì con entusiasmo, come ogni volta che mi capita di poter raccontare una nuova storia. Ci siamo date un nuovo appuntamento e abbiamo iniziato a creare uno scheletro per questo progetto letterario. Giada aveva già molte cose in mente e appuntate qua e là. Il mio supporto è stato nell’organizzare, ordinare, selezionare il materiale e gli argomenti che sarebbero stati inseriti nel saggio. Abbiamo anche deciso che si sarebbe trattato di un saggio biografico e non di una biografia.
Il saggio biografico, o biografia in forma di saggio, racconta la vita di una persona e, a differenza di un romanzo biografico, che è una forma narrativa, ha come scopo quello di dare una comprensione più approfondita e spesso più analitica della vita o di determinati aspetti dell’esistenza del protagonista.
Può trattare di scelte, di eventi che hanno influito notevolmente sulla vita del soggetto, come ad esempio la professione.
Mi è capitato altre volte di approfondire questo aspetto della vita dei miei committenti.
Dopo aver definito la struttura dell’opera abbiamo iniziato la stesura. Lo scrivo al plurale perché, anche se la penna, reale o metaforica, la reggevo io, in realtà non sono mai la sola a scrivere. La presenza dell’autore è forte, è di primaria importanza. È come se fossimo due in uno.
Così, dopo sei mesi circa di lavoro ininterrotto, che ha compreso anche l’impaginazione e la configurazione della pubblicazione attraverso Amazon KDP, il saggio “Dalla pelle al cuore” ha visto la luce.
Per Giada era importante comunicare come la sua storia di vita e di lavoro potesse essere di esempio per molte altre persone per iniziare ad ascoltare la propria pelle e ciò che ha da comunicare ogni giorno e in ogni situazione, dalle più piacevoli alle più scomode. E devo dire che ci siamo riuscite!
Per scrivere per un’altra persona bisogna diventare, in un certo qual modo, un’altra persona. Dal testo deve venire fuori lei, la sua personalità, il suo modo di esprimersi. Il ghostwriter è come un prestigiatore che mescola le parole come un mazzo di carte, affinché accada la magia.