scuola primaria

Progetto di scrittura con autore all’Istituto comprensivo di Zero Branco

Staffetta di scrittura tra le classi quinta degli Istituti “E. Fermi” e “G. Marconi”

Durante l’anno scolastico 2023-2024, che si è da pochi giorni concluso, ho ricevuto la proposta di realizzare un progetto di scrittura con autore all’Istituto Comprensivo di Zero Branco.

Copertina libro progetto di scrittura con autore all'Istituto comprensivo di Zero BrancoCome ogni progetto che si rispetti, la coordinatrice, Professoressa Scavone, mi ha comunicato che avrei avuto dei collaboratori: i bambini delle classi quinta.
La proposta era alquanto allettante e – lo confesso ora a conti fatti – la mia mente stava già iniziando a vagare alla ricerca di una storia degna di essere raccontata. Ma, subito dopo aver accettato l’incarico ho scoperto che, io e i bambini, non avremmo potuto scrivere di ciò che ci frullava per la testa, avevamo invece un compito da assolvere, un tema.
Liberi di essere giusti, questa era la frase a cui ci dovevamo ispirare per scrivere il racconto richiesto dalla scuola. Ogni classe avrebbe scritto un frammento della storia per poi passare il testimone (ehm, la penna) alla classe successiva.

E, alla fine dell’anno scolastico, ci sarebbe stata una grande cerimonia di presentazione del nostro elaborato in Villa Guidini, sempre a Zero Branco, durante il Festival della Legalità.

Il primo giorno del progetto di scrittura con autore all’Istituto comprensivo di Zero Branco

Come avremmo potuto raccontare il nostro senso di libertà e di giustizia? E, soprattutto, qual era in definitiva per noi il vero senso di queste due parole? Difficile. Era un compito difficile.
Per rompere il ghiaccio abbiamo iniziato col dare voce ai nostri pensieri riflettendoci su, discutendo nientemeno che di filosofia. Il mio desiderio è stato fin da principio quello di poter dare ai miei nuovi colleghi scrittori una nota comune sulla quale accordare le nostre bellissime e diversissime voci. Un significato a cui poter ricondurre ogni piccola sfumatura dell’arcobaleno dei nostri pensieri.
Durante quel primo giorno a scuola, ho raccontato loro la storia di Immanuel Kant e del suo Imperativo categorico che, scritto così, potrebbe suonare anche un po’ troppo imperativo e contrario al concetto di libertà. In realtà, ci siamo chiesti cosa avremmo dovuto fare, in una determinata situazione, in assenza di una regola da seguire e su cosa sarebbe successo se nel mondo un bel giorno tutti decidessero, ad esempio, di mentire. I miei colleghi scrittori, dalle menti argute e per nulla intimidite da questi concetti filosofici, hanno risposto con naturalezza: il comportamento da tenere sarebbe stato, semplicemente, quello giusto.
Allora, era proprio di questo che dovevamo scrivere. Dovevamo scrivere della fonte inesauribile di consapevolezza che ognuno ha dentro di sé e che indica la strada giusta in ogni momento.Interno libro progetto di scrittura con autore all'Istituto comprensivo di Zero Branco

Lerry nella foresta dei cyborg – il nostro racconto

La ricerca di un’ambientazione che stimolasse la nostra creatività ci ha condotti in un mondo fantastico al quale si potesse accedere comodamente dallo sgabuzzino di casa. E, una volta oltrepassato il portale, non ci è rimasto altro da fare se non raccontare la storia di Arturo detto Lerry, dei suoi amici reali e fantastici e del cattivo che, come accade in molte storie, viveva in un posto oscuro, temibile e lontano dalla giustizia e dal bene.
Ce l’avrà fatta, Arturo, a compiere la sua avventura e a ritornare a casa sano e salvo? Avrà saputo, in ogni momento, qual era la cosa giusta da fare?

Quanti Lerry ci sono in ognuno di noi!

Un’adolescente che si trova alle prese con la scoperta di sé stesso, del mondo e del bene e del male. L’avventura ci trasporta in un mondo fantastico, sì, ma che conosciamo tutti ed è quello della ricerca di sé, dei confini della propria libertà in relazione a quella degli altri, della certezza di cosa è giusto e di cosa non lo è.

La storia scritta con i ragazzi di Zero Branco è un vero e proprio racconto di formazione che fa riflettere sulla propria unicità, sulla necessità di scegliere di agire in modo consapevole secondo un filo di connessione diretto con la propria coscienza.

Non sono mancati i riferimenti all’importanza dell’amicizia, degli affetti e del rispetto per tutti.

Durante la cerimonia di presentazione del libro, ai miei giovani colleghi scrittori, ho augurato che la storia di Lerry sia d’ispirazione affinché si chiedano sempre cos’è giusto e sappiano scorgere in ogni momento, all’orizzonte, il sottile confine che racchiude la libertà di essere di ogni creatura vivente.

Sara Romanato

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